Direttiva PED 2014/68/UE sulle Attrezzature a pressione

La Direttiva Attrezzature a Pressione 2014/68/UE, comunemente detta PED (dalla denominazione in lingua inglese Pressure Equipment Directive), è una direttiva di prodotto emanata dalla Comunità Europea; segue la preesistente direttiva 97/23/CE del 29 maggio 1997 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di attrezzature a pressione. Essa disciplina la progettazione, la costruzione, l'equipaggiamento e l'installazione in sicurezza di attrezzature in pressione, in modo analogo alle norme statunitensi ASME Boiler and Pressure Vessels Code, Divisione VIII Sezioni 1 e 2.

Applicazione

Rientrano nel campo di applicabilità della Direttiva PED 2014/68/UE ad esempio le tubazioni, le valvole idrauliche, e recipienti soggetti ad una pressione relativa maggiore di 0,5 bar, escluse le macchine.

Le apparecchiature in pressione, con pressione uguale o inferiore a 0,5 bar sono quindi comunque escluse dalla applicazione della normativa.

Se invece con pressione superiore occorre valutare se queste rientrano nel campo di applicazione della norma, ovvero se non vi rientrano.

Nel caso rientrino nel campo di applicazione, le attrezzature in pressione devono soddisfare i requisiti essenziali enunciati nell’Allegato I della Direttiva PED e devono poi riportare la marcatura CE, seguita dal numero di notifica dell’Organismo Notificato.

La Direttiva PED riguarda solo l’immissione sul mercato comunitario delle attrezzature in pressione, ma non dà indicazioni in merito ai requisiti relativi all’esercizio e manutenzione delle stesse, che sono definiti dai regolamenti nazionali.

Recepimento in Italia

In Italia la norma è stata recepita con il Decreto Legislativo n° 26/2016. Fino al 30 maggio 2002 è stato possibile continuare ad applicare la precedente normativa italiana.

Tutte le installazioni degli impianti a pressione assoggettati alla direttiva PED devono essere comunicate all’INAIL.

Principali elementi

La normativa ha introdotto il concetto di Organismo notificato (assente nelle normative precedenti sul settore degli apparecchi a pressione) quale ente certificatore per le attività di costruzione delle apparecchiature a pressione.

La nomenclatura è, inoltre, corredata di indicazioni specifiche come “attrezzature a pressione”, intendendo ogni parte soggetta a una pressione interna (tubazioni, apparecchi a pressione, etc), accessori a pressione ed accessori di sicurezza, cioè mezzi volti a limitare la pressione in determinate circostanze.

La PED identifica come responsabile unico del processo produttivo il fabbricante, coadiuvato per alcune attività dall’Organismo notificato. Infine, la norma contiene la previsione di una procedura dedicata per i fabbricanti che operano in sistema di gestione qualità.

Tipologia di apparecchiature in pressione

Rientrano nelle apparecchiature in pressione soggette alla PED le seguenti singole attrezzature e insiemi da queste composti:

  • i recipienti: alloggiamenti progettati e costruiti per contenere fluidi pressurizzati quali compressori, autoclavi, condensatori, recipienti a gas o a vapore, reattori, scambiatori, sfere GPL, ecc.
  • tubazioni intese come tubo o insieme di tubi in pressione destinati al trasporto dei fluidi compresi gli eventuali componenti sottoposti a pressione quali giunti di smontaggio, giunti di dilatazione, flangie, raccordi, ecc.. Non sono comprese ad esempio le condotte idriche, per petrolio o gas (si veda punti seguenti);
  • accessori in pressione: le valvole idrauliche come le saracinesche, le valvole a farfalla, le valvole a fuso, gli sfiati, le valvole di non ritorno, ecc.
  • accessori di sicurezza: i dispositivi destinati alla protezione delle attrezzature in pressione contro il superamento dei limiti ammissibili; questi comprendono;
    • dispositivi di limitazione diretta della pressione: valvole di sicurezza, dispositivi a disco di rottura, aste pieghevoli, dispositivi di sicurezza pilotati per lo scarico pressione (CSPRS);
    • dispositivi di limitazione che attivano i sistemi di regolazione o che chiudono e disattivano l’attrezzatura: pressostati, termostati, interruttori di livello del fluido, dispositivi di misurazione, controllo e regolazione per la sicurezza (SRMCR);
  • insiemi: sono costituiti da varie attrezzature in pressione assemblati da un fabbricante per costituire un tutto integrato e funzionale.

Classificazione per livello di pericolosità

La PED impone ai fornitori di identificare il livello di pericolosità dell’apparecchiatura costruita. Essi sono tenuti a riconoscere i pericoli dovuti alla pressione e quindi a progettare e costruire l’apparecchiatura tenendo conto di tale analisi. Il livello di pericolosità è legato al concetto di energia immagazzinata nell’apparecchiatura.

L’energia immagazzinata è valutata sulla base dei seguenti parametri:

  • dimensioni dell’apparecchiatura (volume V in litri nel caso di recipienti, diametro DN in mm nel caso di tubazioni);
  • pressione massima ammissibile (PS): pressione massima in bar per la quale l’attrezzatura è progettata, secondo specifica del fabbricante;
  • temperatura minima/massima ammissibile (TS): temperature minime/massime per le quali l’attrezzatura è stata progettata, secondo specifica dal fabbricante;
  • fluido: gas, liquidi, vapori allo stato puro o loro miscele; si distinguono in:
    • fluidi di gruppo 1: pericolosi; rientrano in questo gruppo i fluidi:
      • esplosivi
      • tossici
      • infiammabili
      • comburenti
    • fluidi del gruppo 2: non pericolosi; fanno parte di questo gruppo tutti quelli che non rientrano nel gruppo 1.
  • condizioni di esercizio e installazione.

In base all’Allegato II della Direttiva, in funzione della tipologia dell’attrezzatura in pressione (tubazione, recipiente, accessori), del gruppo di appartenenza del fluido (fluido pericoloso o non), dello stato fisico del fluido (gas, liquido) e del risultato del calcolo PS x V, nel caso di recipienti, e PS x DN, nel caso di tubazioni, esistono 9 tabelle attraverso le quali è possibile definire la categoria di rischio (I, II, III, IV) del componente, dell’attrezzatura o dell’insieme.

Esclusioni dal campo di applicazione del PED

L’art. 1 del D.Lgs n.93/2000 riporta il campo di applicazione del D.Lgs.; il comma 3 elenca le attrezzature in pressione escluse dal campo di applicazione del PED; tra queste alla lett. a):

  • le condotte comprendenti una tubazione o un sistema di tubazioni per il trasporto di qualsiasi fluido o sostanza da o verso un impianto, in mare aperto o sulla terra ferma, a partire dall’ultimo organo di isolamento situato nel perimetro dell’impianto, comprese tutte le attrezzature progettate e collegate specificatamente per la condotta, fatta eccezione per le attrezzature a pressione standard, quali quelle delle cabine di salto di pressione e delle centrali di spinta.

Da quanto sopra si evince che nel caso ad esempio di una condotta premente di un acquedotto, le tubazioni e apparecchiature interne all’impianto di sollevamento sono soggette a PED.

La valutazione di conformità dell’Organismo notificato

ECO Certificazioni S.p.A. opera quale Organismo Notificato nr. 0714 per la valutazione della conformità delle Attrezzature a pressione secondo le seguenti procedure indicate dalla Direttiva PED 2014/68/UE:

  • Modulo A2: Controllo interno della produzione unito a controlli ufficiali delle attrezzature a pressione effettuati a intervalli casuali
  • Modulo B: Esame UE del Tipo – Tipo di produzione
  • Modulo B: Esame UE del Tipo – Tipo di progetto
  • Modulo C2: Conformità al Tipo basata sul controllo interno della produzione unito a prove delle attrezzature a pressione sotto controllo ufficiale effettuate a intervalli casuali
  • Modulo D: Conformità al Tipo basata sulla garanzia della qualità del processo di produzione
  • Modulo D1: Garanzia della qualità del processo di Produzione
  • Modulo E: Conformità al Tipo basata sulla garanzia della qualità delle attrezzature a pressione
  • Modulo E1: Garanzia della Qualità dell’ispezione e della prova delle attrezzature a pressione finite
  • Modulo F: Conformità al Tipo basata sulla verifica delle attrezzature a pressione
  • Modulo G: Conformità basata sulla verifica dell’unità
  • Modulo H: Conformità basata sulla garanzia totale di qualità
  • Modulo H1: Conformità basata sulla garanzia totale di qualità con controllo della progettazione
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